VISIONI E PRE-VISIONI

Aggiornamento del 14 novembre 2019

Sul Cinema in realtà virtuale si corre veloci, anche nei circoli mainstream. Lodevolissimo l’impegno di Rai cinema nei confronti di questo formato. È di questi giorni l’apertura della seconda edizione di La realtà non esiste, contest per la miglior sceneggiatura per lo sviluppo di un progetto crossmediale.

In pratica, One More Pictures e Rai Cinema sono alla ricerca del miglior script per un cortometraggio VR e per lo sviluppo di un progetto crossmediale da produrre per promuovere la realtà virtuale e i nuovi linguaggi dell’audiovisivo. Qui l’articolo integrale.

Che cosa significa tutto ciò? Che non solo i circoli d’essai, ma anche le grosse case di produzione si stanno facendo avanti nel mercato dell’intrattenimento immersivo.

E che cosa significa ancora? Che hanno annusato l’ipotesi che l’ultima barriera alla diffusione capillare della VR stia per cadere: la gente inizierà ad avere in casa un visore.

La nuova generazione di device costa la metà di un maledetto iPhone e dentro ci trovi una marea di contenuti. Non tutti degni di nota, ma facciamo conto di essere all’alba degli smartphone, quando ce lo aveva solo l’amico con i soldi e tu lo prendevi per il culo.

Ecco, ancora un paio di killer application, come appunto una pay tv interamente in Vr e magari un bel social (vedi Facebook Horizon) e il gioco è fatto.

Antonio Laudazi

Innovation manager e consulente su strategia e trasformazione digitale. Nel 2012 fondo Marte5, agenzia specializzata in tecnologie immersive, oggi parte del Polo Digitale.
Autore del libro “Niente sarà più come prima”, (Dario Flaccovio Editore) e docente di tecnologie immersive presso l’Accademia Leonetto Cappiello di Firenze.
Co-fondatore di Psicologia 4D, laboratorio sul trattamento delle fobie tramite psicoterapia e realtà virtuale.

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Il gufo è simbolo di conoscenza, saggezza e capacità di osservazione. Il modo in cui vede è molto diverso dal nostro, ma come noi vede ciò che gli serve vedere per sopravvivere. In questo, al pari di altri animali, mi ricorda che la realtà è relativa e che la natura non ha pensato solo ad “ottimizzare” l’uomo.
Le tecnologie immersive hanno questa stessa caratteristica. Possono offrire punti di osservazione differenti o completamente nuovi, materializzare le immagini della nostra mente e offrire una differente interpretazione del mondo.